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Scade il 16 giugno 2021 il termine per presentare il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD), con riferimento al 2020. 

In Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 39 del 16-02-2021 - Suppl. Ordinario n. 10 è stato pubblicato il D.P.C.M. del 23 dicembre 2020 "Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2021".

Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare nel 2021 con riferimento all'anno 2020, come disposto dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70.

Deve essere presentato un MUD per ogni unità locale che sia obbligata, dalle norme vigenti in base alla categoria di appartenenza (produttore, gestore etc..)

In base all’articolo 6 comma 2-bis della Legge 25 gennaio 1994 n. 70, il termine per la presentazione del modello è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione e quindi al 16 giugno 2021.

La legge 27/11/2020 n. 159 che ha convertito il DL 125/2020 in vigore dal 04/12/2020 ha messo mano alla proroga delle autorizzazioni (anche ambientali) in scadenza modificando l’art.103 del DL 18/2020.

Ricordiamo che appunto l’art.103 del DL 18/2020 prevedeva che tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni autorizzazioni in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020 conservassero la loro validità per i 90 gg successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza,

così la legge del 27/11/2020 n. 159 ora prevede che gli atti in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data di cessazione dello stato di emergenza (attualmente il 31 gennaio 2021) siano validi per i 90 giorni successivi alla data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.

La proroga è da intendersi valida per tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni a atti abilitativi, le segnalazioni certificate di inizio attività, le autorizzazioni paesaggistiche, le segnalazioni certificate di agibilità e le autorizzazioni ambientali comunque denominate.

Inoltre i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni a atti abilitativi, le segnalazioni certificate di inizio attività, le autorizzazioni paesaggistiche, le segnalazioni certificate di agibilità e le autorizzazioni ambientali comunque denominate scaduti tra il 01 agosto 2020 e il 04 dicembre 2020 e che non sono stati rinnovati, si intendono validi per i 90 giorni successivi alla data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.

Il 26 settembre 2020 è entrato in vigore il D.Lgs. 116/2020  (Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’11 settembre 2020, n. 226)  che recepisce in un unico decreto due delle quattro direttive europee (la 2018/851 e la 2018/852) contenute nel “Pacchetto Economia Circolare”.

Sul piano normativo, con il D.Lgs. 116/2020 vengono recepite le prime due direttive europee che riguardano i rifiuti, gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio e sono questi, dunque, gli ambiti sui quali vengono apportate le principali trasformazioni dell’ordinamento attuale. Viene modificata in modo sostanziale la parte quarta del D.Lgs n.152/2006, ovvero il cosiddetto TUA (Testo Unico Ambientale) e a questo nuovo testo saranno tenuti ad adeguarsi tutti i soggetti pubblici e privati che producono, trasportano e trattano i rifiuti.

A tal fine, tuttavia, sono previsti appositi decreti attuativi del ministro dell'Ambiente di futura emanazione. Invece, nell'immediato, dal 26 settembre e per taluni aspetti, il nuovo testo incide direttamente sulla vita delle imprese che producono e gestiscono rifiuti.

Entrando nel merito il suddetto nuovo Decreto Legislativo opera numerosi e importanti modifiche alla parte IV del TUA, in particolare interviene e modifica le seguenti tematiche ed istituti:

  • Responsabilità estesa del produttore (art. 178‐bis) -  viene definito il concetto di produttore del prodotto al fine di rafforzare il riutilizzo, la prevenzione, il riciclaggio e il recupero
  • Priorità e prevenzione (artt. 179-180)
  • Preparazione al riutilizzo, riciclaggio e recupero (art.181)
  • Rifiuti organici (art.182 ter)
  • Definizioni (art.183)
  • Rifiuti urbani e speciali e classificazione (art.184)- viene rivisto completamente il concetto di assimilazione dei rifiuti speciali
  • Sottoprodotti (184 bis)
  • End of Waste (art.184‐ter)
  • Esclusioni – Sfalci e potature (art.185)
  • Deposito temporaneo (art.185 bis) - nuovo articolo che regola le condizioni specifiche per il deposito preliminare alla raccolta effettuato dai distributori per i rifiuti soggetti a responsabilità estesa del produttore e per i rifiuti da demolizione e costruzione;
  • Responsabilità produttore rifiuto e avvenuto smaltimento (art.188) - per quanto riguarda i rifiuti destinati a D13-D14-D15
  • MUD, FIR, Registri (artt.189, 190, 193)
  • Tracciabilità post Sistri (art.190) - viene introdotto anche all’interno del d.lgs. 152 del 2006 il Registro Elettronico di tracciabilità dei rifiuti.L’operatività di tale registro elettronico è subordinata all’emissione di un ulteriore decreto attuativo
  • Novità su manutenzione (art.193)
  • Trasporto intermodale (art.193 bis)
  • Programma nazionale gestione rifiuti (art.198 bis)
  • Programmazione nazionale gestione rifiuti (artt.198bis, 199)
  • Misure per la raccolta differenziata (artt.205, 205 bis)
  • Imballaggi (artt.217 e seguenti)
  • Sanzioni (art. 258).

Lo studio "Rifiuti & Ambiente S.r.l." è disponibile per le consulenze specifiche.

Dal 16 luglio 2020 è attivo il nuovo servizio online per la comunicazione del nominativo dell’organismo incaricato di effettuare le verifiche periodiche (art. 7-bis DPR 462/2001).

Il nuovo servizio online Comunicazione dell’organismo abilitato (art.7-bis Dpr 462/01) consente ai legali rappresentanti o loro delegati (consulente per le attrezzature e impianti, installatore, ecc.) di comunicare all’INAIL il nominativo dell’Organismo incaricato di eseguire le verifiche periodiche per gli impianti di messa a terra, per gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche e per gli impianti in luogo con pericolo di esplosione attraverso il sistema informatico CIVA.

CIVA INAIL: Cos’è, a cosa serve

Questa nuova procedura resa disponibile da INAIL è un applicativo, una funzionalità informatizzata. Va a sostituire in toto il vecchio metodo di comunicazione per raccomandata o PEC (posta elettronica certificata).

Permette alle aziende di gestire sul portale INAIL nove servizi di certificazione e verifica.

Ecco quali sono:

– denuncia di impianti elettrici di messa a terra (obbligatoria per ogni azienda con almeno un lavoratore operante in sede);

– denuncia d’impianti a protezione da scariche atmosferiche;

– messa in servizio e immatricolazione delle attrezzature di sollevamento;

– riconoscimento di idoneità dei ponti sollevatori per autoveicoli;

– prestazioni su attrezzature di sollevamento non certificate CE;

– messa in servizio e immatricolazione di ascensori e montacarichi da cantiere;

– messa in servizio e immatricolazione di apparecchi a pressione singoli e nel complesso;

– approvazione del progetto e verifica del primo impianto di riscaldamento;

– prime verifiche periodiche.

CIVA INAIL: Obblighi per i datori di lavoro

L’art. 2, co. 2, del Dpr. n. 462/2001 prevede che i datori di lavoro comunichino, entro 30 giorni, all’Unità operativa territoriale INAIL (Uot) competente la messa in servizio degli impianti di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e inviino, altresì, la dichiarazione di conformità dell’impianto rilasciata dall’installatore.

Per quanto concerne le attrezzature di lavoro ricomprese nell’allegato VII al D.Lgs. n. 81/2008 e, tra queste, le attrezzature di sollevamento, i datori di lavoro devono comunicarne la messa in servizio alla Uot INAIL competente - che provvede all’assegnazione di una matricola - nonché richiedere la prima delle verifiche periodiche secondo le scadenze indicate nel richiamato allegato.

Analogo obbligo vige per le attrezzature a pressione e per gli “insiemi” di cui al D.Lgs. n. 93/2000.

CIVA INAIL: Funzionalità

Grazie all’introduzione di CIVA, gli utenti possono ora verificare la lista degli impianti e degli apparecchi a esso associati – con indicazione della relativa matricola – presenti negli archivi dell’INAIL. È stata, inoltre, sviluppata una funzione che consente all’utente di richiedere la visualizzazione degli impianti/apparecchi gestiti attraverso l’indicazione della matricola, non presente in prima battuta nella lista delle apparecchiature, consentendone così l’associazione.

È possibile anche per gli utenti comunicare all’Istituto assicuratore l’acquisizione dell’attrezzatura ovvero la sua cessione o dismissione, attraverso il servizio di voltura per acquisizione/cessione dell’impianto/apparecchio. Le richieste presentate prima dell’entrata in esercizio dell’applicativo CIVA e ancora in corso di trattazione sono inserite nel nuovo sistema.

CIVA INAIL: Come accreditarsi

I nuovi servizi telematici di certificazione e verifica, sono accessibili dal Datore di Lavoro o Legale rappresentante dell’azienda, già in possesso di proprie credenziali per i servizi online.

È stato invece creato un nuovo profilo, che prende il nome di “consulente per le attrezzature e impianti”, per consentire ai consulenti tecnici di accedere e operare nell’espletamento degli incarichi loro affidati.

Per gli utenti non soggetti a assicurazione INAIL l’accesso a CIVA è consentito attraverso il profilo di “Utente con credenziali dispositive”.

Restiamo a disposizione per chiarimenti e salutiamo cordialmente

A seguito delle modifiche introdotte dal D.lgs. 183/2017 si segnala all’articolo 272, in materia di autorizzazione di carattere generale, un aggiornamento per le autorizzazioni di carattere generale in rapporto all’utilizzo di sostanze pericolose.

Le autorizzazioni di carattere generale (cd. Semplificate), non saranno più valide in impianti o attività in cui si utilizzano sostanze o miscele con indicazioni di pericolo H350, H340, H350i, H360D,
H360F, H360FD, H360Df e H360Fd, così classificate secondo il regolamento (CE) n. 1272/2008 (Reg. CLP). La verifica della presenza di sostanze con tali indicazioni di pericolo può essere fatta consultando le schede di sicurezza aggiornate dei prodotti utilizzati in azienda.


Pertanto, gli impianti esistenti che intendono continuare a fare uso dei prodotti sopra elencati e gli impianti che hanno modificato le schede di sicurezza dei prodotti utilizzati che riportano le indicazioni di pericolo in oggetto, dovranno ottenere un’Autorizzazione Unica Ambientale  (AUA) rispettivamente entro 3 anni dall’uscita del decreto in esame, quindi entro il 19 dicembre 2020, e comunque entro 3 anni dalla data della modifica della classificazione di una o più sostanze. In difetto, l’impianto si considera in esercizio privo di autorizzazione.

A questo indirizzo è possibile prendere visione del video tutorial per un corretto utilizzo dei dispositivi personali individuali e sui comportamenti più adeguati da adottare:

https://www.rifiuti-ambiente.it/documenti/coronavirus-conosciamo-i-rischi.mp4